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La crisi occupazionale in provincia di Caserta riesplode con forza. Gi operai della Molino Chirico spa di Teverola, circa cinquanta, in cassa integrazione da 14 mesi
Pubblicato da Maria Beatrice Crisci in Occupazione • 03/09/2009 19.26.55
La crisi occupazionale in provincia di Caserta riesplode con forza. Gi operai della Molino Chirico spa di Teverola, circa cinquanta, in cassa integrazione da 14 mesi stanno protestando da giorni e chiedono alle istituzioni certezze sul loro futuro. Lo stabilimento è chiuso a causa dello stop imposto alla produzione ferma dal 2008. Ieri incontro in prefettura. I sindacati si appellano al governo.
“La rabbia degli operai è esplosa perché non vogliono più promesse. E’ ora che il governo intervenga. Questo abbiamo chiesto alla prefettura nella persona del viceprefetto Savina Macchiarella esponente, tra l’altro, della commissione prefettizia che attualmente amministra il Comune di Teverola”. A parlare è il segretario provinciale della Flai Cgil Angelo Paolella che aggiunge: “Fino all’estate 2007, si lavorava a pieno regime, per 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. La produzione giornaliera era di circa 1800 quintali di pasta. Poi, qualcosa è cambiato improvvisamente e sono iniziate le prime difficoltà fino alla cassa integrazione”. Il segretario della Flai, quindi, incalza: “Abbiamo provato tutte le strade possibili, ma quello che occorre ora è l’intervento del governo”. Ed è proprio la disperazione che ha spinto l’altro giorno i lavoratori del Molino Chirico a salire sulla copertura della struttura come forma di protesta. Solo qualche ora dopo sono scesi dal tetto e hanno continuato la protesta nel cortile dello stabilimento. “I vari tentativi di favorire l’acquisizione del pastificio da parte di qualche imprenditore del grano sono andati a vuoto. Così da quattro mesi i lavoratori non percepiscono neanche la mensilità della cassa integrazione e la prospettiva è quella del licenziamento”. Sulla delicata questione è intervenuto anche il deputato del Pd Stefano Graziano per il quale “bisogna far in modo che i livelli occupazionali siano salvaguardati, ma c’è anche bisogno di mantenere integra la tradizione dello stabilimento”.
In attesa di buone notizie sono anche i 19 lavoratori dell’Arethusa, la società di servizi aggiuntivi che opera all’interno della Reggia. Oggi tavolo di concertazione tra le categorie sindacali della Cgil e Cisl e i rappresentanti dell’azienda. Gli impiegati dell’Arethusa sono in mobilitazione dal mese di luglio, mentre alla società scadrà alla società scadrà il contratto con la sovrintendenza di Caserta il 30 settembre prossimo.
Intanto, va ricordato che sono ben 40 i dipendenti della Raical in mobilità a seguito della rescissione del contratto tra la società e l’Interporto sud Europa Spa. Nei giorni scorsi i responsabili provinciali delle organizzazioni sindacali, insieme ad una rappresentanza di operai licenziati, hanno incontrato il sindaco di Marcianise Antonio Tartaglione. Presenti i sindacalisti Giovanni Letizia per la Cisl, Sepolvere per la Uil e Piscitelli della Cgil. Oggi, poi, presso la Confapi di Caserta avrà luogo un tavolo di concertazione per discutere della vertenza occupazionale. “Con questo incontro – sottolineano i sindacalisti – si mira alla realizzazione della piattaforma programmatica industriale, basata però su criteri differenti da quelli attuali”. “Il nostro intento – ha detto il sindaco Tartaglione – è quello di tutelare i lavoratori di Marcianise e di fare in modo che l’Interporto si avvalga di forza lavoro, equamente rappresentativa dei due territori su cui insiste l’insediamento intermodale”.
Maria Beatrice Crisci


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