Sempre critica la vertenza Selfin di Caserta. Il futuro dell’azienda, operante nel settore della progettazione e della realizzazione di sistemi informatici e software
Pubblicato da
Maria Beatrice Crisci in
Aziende 10/03/2010 23.34.12
Sempre critica la vertenza Selfin di Caserta. Il futuro dell’azienda, operante nel settore della progettazione e della realizzazione di sistemi informatici e software, non promette nulla di buono. I 130 lavoratori, il 70% in cassa integrazione, sono scesi nuovamente in strada per chiedere un nuovo incontro al ministero dello Sviluppo Economico. Intanto, per l’ex Ixfin c’è il rischio mobilità.
Di nuovo in strada ieri i lavoratori della Selfin di Caserta che in corteo hanno attraversato la città capoluogo per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni, ma anche per tenere alta l’attenzione sulla vertenza che vede coinvolti 130 lavoratori senza alcuna prospettiva futura. Al momento, infatti, non c’è nessuna novità di rilievo anche per le trattative in corso sul futuro dello stabilimento di Caserta. “Ormai – dice Benedetto Arricale della Filcams Cgil - la sede è diventata un deserto con l'attività ridotta al minimo. Vero è che il 70 per cento del personale è in cassa integrazione in attesa di qualche segnale che possa arrivare dal sindacato o dal liquidatore”. Va detto che dopo l'ultimo incontro al ministero del Welfare, c'è tra le maestranze un'aria di grande scetticismo, un clima di sfiducia che tocca il patrimonio migliore della società: quello delle maestranze altamente specializzate nell'informatizzazione. “La storia dello stabilimento di località Ponteselice – ricordano i sindacalisti - è lunga e travagliata e ricalca il solito copione che ha trasformato Terra di Lavoro in terra di cassa integrazione. Fino al 2004 l’azienda operante nel settore della progettazione e della realizzazione di sistemi informatici e software applicativi, era controllata al 100% da Ibm, che l’aveva fondata nel 1990, poi è stata successivamente venduta ad Enrico Morini, coinvolto nell’inchiesta Why Not nel 2007, ed infine acquisita dal gruppo Comdata. Le promesse del gruppo torinese che parlava di strategie di equilibrio tra risorse e business e della definizione imminente del contratto di fornitura Ibm che, a detta dei sindacati, avrebbe dovuto garantire per il 2009 una copertura finanziaria cospicua, fino a 10 milioni di euro, però, si sono rivelate vuote. La tensione – continuano - è salita di nuovo alle stelle all’indomani dell’avvio della procedura di liquidazione dovuta al massiccio assottigliamento del capitale sociale a causa delle perdite stimate nell’ultimo bilancio che ammontano intorno ai due milioni e mezzo di euro”. “L’aggravarsi della vertenza della Selfin è il termometro che in provincia di Caserta si continuano a fare chiusure piuttosto che dare speranze”, sottolinea Carmine Crisci, segretario provinciale della Cisl.
Per l’ex Ixfin di Marcianise la situazione non è certo migliore. È, difatti, passato un mese dall’ultimo incontro al ministero del Welfare per la firma dell’accordo sulla cig, ma è al momento ancora vigente la decisione della curatela fallimentare che fissa all’8 marzo il termine ultimo per la procedura di mobilità. Dunque, i lavoratori temono che all’inizio della prossima settimana possano scattare i licenziamenti. Secondo i sindacati “l’emergenza può essere superata solo a condizione che sia il ministero del Welfare che quello dell’Economia provvedano ad emanare il decreto di autorizzazione della cig in deroga”. Una vertenza questa portata avanti tra incertezze e ritardi. Vero è che i sindacati denunciano: “Sono dovuti passare ben ventidue giorni perché il consulente al fallimento del Tribunale di Napoli si decidesse a presentare la domanda di cig al ministero del Lavoro. Basterebbe che tutti quanti contribuissero a riportare tranquillità e soprattutto sarebbe importante che tutti operassero in modo consequenziale rispetto agli impegni assunti”.
Intanto, oggi al Crowne Plaza di Caserta prende il via la due giorni del V congresso provinciale della Cgil. Ad aprire i lavori sarà il segretario generale uscente Michele Colamonici. Il tema della kermesse è “Legalità e coesione sociale per un nuovo sviluppo del territorio”.
Maria Beatrice Crisci