E’ stata prorogata fino a luglio la gestione provvisoria dell’Acms, l’azienda caserta di mobilità e trasporti che rischia il fallimento.
Pubblicato da
M.B. Crisci in
Aziende 02/05/2009 15.35.33
E’ stata prorogata fino a luglio la gestione provvisoria dell’Acms, l’azienda caserta di mobilità e trasporti che rischia il fallimento. L’assemblea dei soci ha, infatti, deciso in tal senso dopo una attenta discussione alla presenza del 51% dei rappresentanti della società. Per il commissario prefettizio della Provincia Biagio Giliberto: “Bisogna arrivare ad una risoluzione definitiva della questione trasporti”. 550 i lavoratori e una situazione debitoria che sfiora i 20 milioni di euro.
Si sta cercando di evitare il fallimento per l’Acms. Ieri scadeva l'esercizio provvisorio l'azienda casertana di mobilità e servizi, un consorzio con capofila l'ente provinciale e una quarantina dei comuni nella qualità di soci quasi del tutto inadempienti. Caserta, Marcianise, Maddaloni, Sparanise, Letino,Valle Agricola e Capua, solo per citarne alcuni. L’assemblea dei soci ha decretato la prosecuzione dell’esercizio provvisorio e ha avanzato ipotesi per superare empasse. Va detto, infatti, che l’Acms è in fase di liquidazione. “Occorrerebbe una nuova gara d’appalto – sottolineano i sindacati – e la costituzione di una nuova compagnia in grado di rilanciare il servizio. Ma ci sono due nodi da sciogliere ovvero gli interventi per la ristrutturazione del debito e il recupero dei debiti presso i comuni inadempienti”. Vero è che se fossero avvenuti puntualmente i pagamenti dei comuni aderenti al consorzio, oggi 550 lavoratori non vedrebbero concretizzarsi lo spettro della disoccupazione e un'utenza fatta di lavoratori pendolari e studenti potrebbe finalmente tirare un sospiro di sollievo. Per le organizzazioni sindacali che hanno a cuore il futuro dei lavoratori "c'è bisogno di un piano dei trasporti moderno ed efficiente, interpretando al meglio il concetto di mobilità da parte delle singole amministrazioni, tenendo in debito conto le diverse esigenze del territorio". Il primo passaggio da fare dovrebbe essere quello di incrementare le risorse e rimpinguare la casse della società, pur nell'attuale avanzata fase di liquidazione in cui si ritrova l'Acms. La situazione debitoria sfiora i 20 milioni di euro. Cifra che risulta comprensiva sia dei debiti contratti attraverso le forniture sia di quelli contratti con l'Erario. La strada possibile da intraprendere, secondo i sindacalisti è la costituzione di una newco con il 51 per cento rappresentato dalle quote di maggioranza dell'amministrazione provinciale e dal Comune di Caserta e con il rimanente 49 per cento affidato ad altri enti o privati. La seconda, invece, una nuova gara d'appalto. In ogni caso, è stato più volte ribadito "gli enti soci dell'Acms debbono farsi carico, nella misura della loro quota di partecipazione, del costo di un servizio che è di principale interesse per la collettività e in particolare per le fasce sociali più deboli". Il prefetto ha anche annunciato che a breve saranno a disposizione dell'Azienda di trasporto consortile ben venti pullman forniti dalla Regione.
Maria Beatrice Crisci