I lavoratori del Consorzio Unico di Bacino dell’articolazione di Caserta e Teverola hanno proclamato lo stato di agitazione a partire da domani. La motiva della protesta è da ricercarsi nelle incomprensioni determinatesi tra i vertici dell’ente e i dipendenti. Nei
Pubblicato da
m.B. Crisci in
Occupazione 24/06/2009 16.34.57
I lavoratori del Consorzio Unico di Bacino dell’articolazione di Caserta e Teverola hanno proclamato lo stato di agitazione a partire da domani. La motiva della protesta è da ricercarsi nelle incomprensioni determinatesi tra i vertici dell’ente e i dipendenti. Nei giorni scori i lavoratori, infatti, avrebbero chiesto un confronto diretto sulla questione dell’aumento delle ore settimanali di lavoro e sui passaggi di livello per i dipendenti che avevano maturato tale diritto. Una situazione questa sulla quale però il Consorzio è sembrato irremovibile non avendo fornito alcuna risposta alla missiva inviata dal sindacato Filas. Ad annunciare lo stato di agitazione una nota dello stesso segretario regionale e sostenuta dal segretario provinciale di Caserta Elpidio Martucci . Un annuncio che naturalmente non lascia adito a dubbi su quelle che sembrano essere le intenzioni del sindacato e dei lavoratori. Ma lo stato di agitazione non si limiterà all’astensione dal lavoro. Infatti, la nota continua: “Comunichiamo che dal 25 giugno inizieremo un sit-in di protesta presso le sedi dell’articolazione Territoriale Caserta. Il passaggio a 36 ore settimanale dei lavoratori – continua la nota – le corrette mansioni in busta paga non possono essere più ritardate nel tempo e sono diritti sacrosanti e non contrattabili. Vi basti sapere che, un esempio su tutti, ai lavoratori del cantiere di san Marcellino del luglio 2008, doveva essere accordato il tempo pieno così come da verbale sindacale sottoscritto dal sindaco, dal consorzio Caserta 2 e da questa organizzazione sindacale, mentre ad altri lavoratori dell’articolazione Napoli sono state concesse ad personam”. Questa è una delle contestazioni più incisive mosse dalla Filas. “La questione dei livelli superiori – sottolinea il segretario regionale della Filas Domenico Merolla – assume contorni ancora più inquietanti. Un ente pubblico come il Consorzio Unico non può assumere decisioni diverse a seconda dei diversi cantieri o delle persone”.