Il rinnovo della cassa integrazione guadagni straordinaria, la cui scadenza incombe il prossimo trentuno agosto, è stato uno dei temi centrali dell’assemblea organizzata dalle rsu e rsa della Finmek di Santa Maria Capua Vetere che conta circa 150 addetti
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Maria Beatrice Crisci in
Aziende 19/06/2009 22.31.03
Il rinnovo della cassa integrazione guadagni straordinaria, la cui scadenza incombe il prossimo trentuno agosto, è stato uno dei temi centrali dell’assemblea organizzata dalle rsu e rsa della Finmek di Santa Maria Capua Vetere che conta circa 150 addetti. Le maestranze chiedono la proroga della cigs e hanno annunciato per martedì prossimo un presidio permanente davanti alla prefettura di Caserta. No secco dei lavoratori alla cessione dell’area per il nuovo ospedale.
In un documento inviato a margine dell’assemblea alle segreterie di Cgil, Cisl e Uil le maestranze hanno sottolineato di essere “fortemente preoccupate per l’avvicinarsi della scadenza del 31 agosto in quanto ad oggi, benché sollecitata dalle segreterie sindacali nazionali, non c’è stata alcuna convocazione di incontro da parte del Ministero dello Sviluppo Economico”. I lavoratori della storica fabbrica sammaritana hanno invitato le segreterie ad “attivarsi presso la Prefettura di Caserta per accelerare al massimo l’incontro istituzionale per la richiesta della proroga della cigs”. In mancanza di un riscontro positivo, le Rsu hanno già programmato un’iniziativa di protesta in cantiere per martedì prossimo a partire dalle dieci. Nell’occasione i lavoratori daranno vita ad un presidio permanente presso la prefettura di Caserta. Nel documento sono state sottolineate anche forti rivendicazioni salariali. “Si segnala - spiegano le maestranze Finmek - che a riguardo dei pagamenti della attuale cigs, a partire da gennaio non vengono pagate, da parte dell’Inps, le detrazioni per carichi di famiglia. Questo sta comportando un danno economico mensile di circa 100 euro, che incide in maniera determinante nel magro bilancio familiare, soprattutto di lavoratori monoreddito”. I lavoratori sperano che tale situazione venga risolta in tempi brevi e “invitano - incalzano le rsu - le Segreterie in distribuzione a farsi carico presso la Direzione Inps di Caserta affinché si provveda ad una rapida soluzione e che la Cigs sia pagata in tempi più celeri rispetto all’arrivo della documentazione aziendale”. Altra spinosa questione è quella relativa alla cessione di un’area di circa 65mila metri quadrati all’interno della Finmek al costruendo nuovo ospedale sammaritano previsto dal piano sanitario regionale. Le maestranze hanno manifestato la loro contrarietà a questa ipotesi e hanno confermato “la ferma volontà di mettere in atto tutto il possibile per scongiurare iniziative che possano privare il sito casertano di una ripresa industriale”.
All’Orme Spa di San Marco Evangelista ancora due giorni di sciopero. I cinquanta lavoratori dell’azienda dell’installazione e gestione degli impianti tecnologici chiedono di conoscere il loro futuro. “Una protesta – dicono i sindacati – ad oltranza. Eppure si tratta di una società eclettica, in grado di muoversi in diversi campi di intervento, ma soprattutto di conquistare appalti di tutto rispetto con la pubblica amministrazione in diverse parti d’Italia. Ma a destare un vero e proprio allarme sociale tra le maestranze – spiega poi Massimiliano Guglielmi della Fiom Cgil di Caserta – è stata la scelta improvvisa di attivare le ferie forzate per un cospicuo numero di dipendenti. Come se ciò non bastasse, è da mesi che tentiamo di incontrare i vertici aziendali: ma le nostre richieste di incontri vengono sistematicamente cestinate”.
Ixfin e Finmek a Roma. Da Marcianise, con a bordo una delegazione di un centinaio di lavoratori della ex Ixfin, sono partiti due pullman. Da Sessa Aurunca uno per la Formenti Seleco. Tute blu sospese tra casse integrazioni straordinarie in deroga e mobilità che hanno deciso di unire le forze per raggiungere Roma e far sentire al Governo la loro rabbia. Da mesi le maestranze della ex Olivetti non percepiscono neanche la cigs e da quattro anni, come nel caso dell’ex industria di tv color, aspettano lo start up di un contratto di programma. “Due vertenze complesse – sottolineano i sindacati - che per un giorno si sono unite alle centinaia di altre vertenze della Campania, che più di ogni altra Regione sta soffrendo dei contraccolpi della crisi internazionale senza precedenti.
Maria Beatrice Crisci