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Sempre più nera la situazione occupazionale in Terra di lavoro. Ultima brutta notizia in ordine di tempo riguarda la Metalpoint di Marcianise. I vertici aziendali hanno infatti comunicato l’avvio delle procedure di licenziamento per 25 degli ottanta lavoratori impiegati nella fabbrica di alluminio alle porte del capoluogo casertano. Intanto, per i lavoratori della Finmek sit-in davanti alla prefettura di Caserta.
Pubblicato da M.B. Crisci in Aziende • 24/06/2009 16.36.32
Sempre più nera la situazione occupazionale in Terra di lavoro. Ultima brutta notizia in ordine di tempo riguarda la Metalpoint di Marcianise. I vertici aziendali hanno infatti comunicato l’avvio delle procedure di licenziamento per 25 degli ottanta lavoratori impiegati nella fabbrica di alluminio alle porte del capoluogo casertano. Intanto, per i lavoratori della Finmek sit-in davanti alla prefettura di Caserta.

“La crisi è sempre più nera e a farne le spese sono i lavoratori delle fabbriche che un tempo rappresentavano il fiore all’occhiello della Campania felix”. A parlare sono i rappresentanti sindacali che con l’amaro in bocca commentano l’ennesima vertenza quella che vede protagonisti i lavoratori della Metalpoint di Marcianise. “Non poteva andare peggio nella riunione all’ufficio Ormel della Regione Campania, quando l’azienda – sottolineano i sindacalisti - ha confermato l’avvio delle procedure di licenziamento per 25 unità delle 80, quante ne conta l’organico. Secondo il rappresentante legale della società, gli esuberi strutturali sarebbero stati determinati non tanto da un calo delle commesse quanto da una contrazione di materie prime che non consentirebbe di fronteggiare le richieste del mercato”. La richiesta da parte della Fiom Cgil di attivare la cassa integrazione per un anno in alternativa ai licenziamenti non ha avuto alcuna risposta. “Non riusciamo a capire – sottolinea Vincenzo Sglavo sindacalista della Cgil – perché la dirigenza della società si ostini ad evitare il ricorso alla cassa integrazione. Sono state, quindi, confermate da Metalpoint le difficoltà annunciate con largo anticipo e con misure ancor più traumatiche rispetto alla cassa integrazione che è scaduta il 12 aprile scorso. Ma sul programma di ridimensionamento dello stabilimento pesa la netta opposizione delle organizzazioni sindacali di categoria che, non soltanto ritengono immotivati i provvedimenti, ma avrebbero anche minacciato iniziative adeguate per il recupero dei crediti vantati dai dipendenti, in particolare il pagamento di circa 4 mensilità. Per Fausto Torre della Fim Cisl “si è cercato con forza di bloccare i licenziamenti con la proroga degli ammortizzatori sociali così come è previsto dall’attuale ordinamento, ma ci siamo trovati di fronte a un atteggiamento di totale chiusura dell’azienda”. Nessun risultato è stato poi ottenuto dagli enti locali e in particolare l’Amministrazione comunale di Marcianise alla quale gli operai si erano rivolti per ottenere sostegno. Intanto , i lavoratori della Finmek di Santa Maria Capua Vetere hanno organizzato un presidio permanente per domani davanti alla prefettura di Caserta. Accanto agli operai, circa 140, ci saranno anche le istituzioni. In particolare il sindaco della città del Foro Giancarlo Giudicianni che ha assicurato tutto il suo appoggio: “La sorte dei lavoratori della Finmek è il nostro primo pensiero”. Va detto che il 31 agosto prossimo scade la Cigs e ad oggi non si è mai discusso di una eventuale proroga.


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