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Nessun passo in avanti è stato fatto sulla vertenza del prezzo del latte che vede contrapposti gli allevatori dell’alto casertano e la Parmalat
Pubblicato da M.B. Crisci in Aziende • 12/05/2009 13.09.29
Nessun passo in avanti è stato fatto sulla vertenza del prezzo del latte che vede contrapposti gli allevatori dell’alto casertano e la Parmalat. Oggi comunque ci sarà una manifestazione delle parti sociali per oggi presso il Centro direzionale di Napoli. “E' ovvio che per noi non c'è molto da pontificare", sostiene Marcello De Simone, direttore provinciale della Coldiretti, "non solo riteniamo irricevibile la proposta di abbassare di altro tre centesimi il prezzo del latte alla stalla, ma crediamo che debbano essere reintrodotta la quota di tre centesimi decurtata agli inizi di gennaio".
"Il rischio reale", chiarisce De Simone, "è che se continua a prevalere la linea aziendale del costo del latte pari a 0,36 o 0,35 centesimi, la stragrande maggioranza delle aziende conferitrici sarà costretta a chiudere i battenti". Il sistema del latte di alta qualità in Terra di Lavoro, nonché dell'alto casertano, può contare su circa settecento allevamenti attivi, anche se fino a pochi anni fa se ne contavano 900. Aziende che riforniscono ben ventisette caseifici riconosciuti come primi acquirenti della Regione Campania. Ad oggi, nella sola provincia di Caserta, Parmalat ritira da circa 135 aziende ubicate nei comuni pedemontani. "E' urgente", si legge in una nota dei sindacati del comparto agroalimentare, "che si aprano tavoli quanto più allargati oltre alla costituzione di un osservatorio sul settore per tutta la filiera".

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