Protocollo d’intesa tra il Comune di Caserta e l’Agenzia del Demanio per la permuta di beni immobiliari presenti sul territorio casertano.
Pubblicato da
M.B.Crisci in
Progetti 21/07/2009 18.36.03
Protocollo d’intesa tra il Comune di Caserta e l’Agenzia del Demanio per la permuta di beni immobiliari presenti sul territorio casertano. L’intesa prevede l’acquisizione da parte dell’istituto che gestisce il patrimonio dello Stato, del Palazzo della Prefettura in cambio di quattro caserme presenti nella città capoluogo. Novità anche per l’ex Macrico. Infatti, sul Burc della Regione è stata pubblicata la delibera con la quale vengono assegnati i fondi Fas che serviranno alla riqualificazione dell’area.
“Si tratta di beni strategici e con questo protocollo d’intesa mettiamo una pietra miliare su una questione che va avanti da anni. Voglio ricordare che l’area di nostro interesse si sviluppa su 140 mila metri quadrati di superfici che potranno essere utilizzati al meglio”. Con soddisfazione il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti ha annunciato la firma del protocollo d’intesa siglato con l’Agenzia del Demanio, rappresentato dal direttore Maurizio Prato, e che avvia le procedure per il trasferimento al Comune di Caserta della proprietà di alcuni terreni ed immobili – ex aree militari dismesse – attualmente dello Stato. Accanto al primo cittadino anche il vicesindaco Gianfranco Alois e gli assessori Aniello Natale al Patrimonio e Ciro Carnevale al Bilancio oltre a diversi consiglieri comunali di maggioranza. Quindi, il presidente di Confindustria Caserta Antonio Della Gatta che ha espresso tutto il suo apprezzamento “per un ‘operazione che di certo – ha detto – si pone nella prospettiva di migliorare la città capoluogo”. La permuta invero riguarda un primo portafoglio di immobili che posseggono i requisiti e le caratteristiche necessarie a soddisfare le esigenze di ambedue gli Enti. In particolare, il Comune di Caserta trasferisce al Demanio “Palazzo Vecchio”, in piazza Vanvitelli, edificio che ospita da anni la sede della Prefettura e della Questura. I beni che il Demanio cede al Comune di Caserta sono invece: l’ex caserma Bronzetti, in via San Gennaro dismessa fin dal 2007; l’ex caserma Brignole, ubicata in viale Carlo III e dismessa anch’essa dal 2007; l’ex mulino Barducci, in via Ferrarecce; l’ex Mulino militare di Aldifreda, in via Provinciale Piedimonte, dismesso dal 2007; l’ex deposito munizioni Sanduia, ubicato in via Appia Antica, dismesso dal 2007. Quindi, un terreno che fa parte del compendio Caserma ex San Carlino, ex caserma Andolfato, occupato dal Comune di Caserta con opere di urbanizzazione primaria, in via Patturelli; l’area denominata “Campetti”, antistante la Reggia, utilizzata come verde pubblico con sottostante parcheggio. “Abbiamo raggiunto questa intesa – ha commentato il sindaco Petteruti – in un tempo record, appena due mesi per arrivare alla firma odierna, il che vuol dire che anche le amministrazioni dello Stato possono dialogare proficuamente e in tempi rapidi per raggiungere obiettivi nell’interesse delle collettività. Annuncio anche – ha continuato il sindaco della città – che sono state gettate le basi per arrivare ad altre intese dello stesso tipo, in particolare stiamo lavorando per arrivare ad acquisire al patrimonio comunale l’ex ospedale militare e l’emiciclo che ha ospitato fino a qualche anno fa il distretto militare di leva”.
Per quanto concerne la futura destinazione degli immobili acquisiti il sindaco Petteruti ha assicurato che si stanno vagliando diverse ipotesi di riuso e riqualificazione: “Ci orienteremo naturalmente verso quella più conveniente per la collettività”. Nell’occasione Petteruti ha annunciato anche un’altra importante novità che riguarda la tanto discussa area dell’ex Macrico dimessa da alcuni anni dal Ministero della Difesa e attualmente di proprietà dell'Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero. “Sul Burc della Regione – ha detto il sindaco – è stata pubblicata la delibera per l’assegnazione dei fondi Fas. Trenta milioni di euro che serviranno per la riqualificazione del Macrico”.
Maria Beatrice Crisci