In agitazione i lavoratori della Metalpoint di Marcianise. Le venticinque tute blu licenziate a giugno non hanno ancora avuto il trattamento di fine rapporto. I cinquanta colleghi sopravvissuti, invece, non percepiscono neppure gli stipendi
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Maria Beatrice Crisci in
Aziende 10/09/2009 20.26.08
In agitazione i lavoratori della Metalpoint di Marcianise. Le venticinque tute blu licenziate a giugno non hanno ancora avuto il trattamento di fine rapporto. I cinquanta colleghi sopravvissuti, invece, non percepiscono neppure gli stipendi. E come se non bastasse, il portafoglio commesse è vuoto da due settimane. I sindacati annunciano forti azioni di protesta.
“In questi ultimi mesi ne abbiamo viste di tutti i colori. Ma, che io mi ricordi, non era mai accaduto che un imprenditore mandasse a casa i suoi lavoratori senza una comunicazione ufficiale, e soprattutto, senza convocare rsu o sindacati per spiegare i motivi dello stallo produttivo”. A parlare è Vincenzo Sglavo della Fiom Cgil che aggiunge: “Non è da escludere, che nei prossimi giorni le maestranze della Metalpoint organizzino clamorose iniziative di protesta”. L’amministrazione di Marcianise da sempre al fianco dei 25 operai della Metalpoint licenziati qualche mese fa. Gli operai, infatti, hanno incontrato il sindaco del comune alle porte del capoluogo Antonio Tartaglione e l’intero consiglio comunale. Nell’occasione è stato consegnato dai lavoratori al primo cittadino, un dettagliato documento dal quale sono emersi particolari sconvolgenti sulla gestione della fabbrica da parte della proprietà. Secondo la loro versione dei fatti, l'azienda specializzata nella lavorazione dell'alluminio si sarebbe resa colpevole di molti reati contro il patrimonio ambientale, ma anche di assunzioni di manodopera irregolare, e di violazioni alle ingiunzioni di sospensione dell'attività imprenditoriale, emanate dagli organi competenti, in seguito a reiterate infrazioni alla disciplina in materia di sicurezza sul lavoro. L'inquietante resoconto è stato riportato, poi, in un documento, prodotto dagli ormai ex dipendenti presenti al vertice, e consegnato al primo cittadino di Marcianise che, dal canto suo, si è immediatamente attivato per trasmetterlo alla Procura della Repubblica, al Ministero dell'Ambiente, ai carabinieri del Noe, all'Asl, all'Arpac e all'Ispettorato del lavoro. Durante la riunione tenutasi nel mese di agosto, gli operai hanno anche illustrato dettagliatamente la loro situazione di disoccupati senza portafoglio e senza documenti. I vertici della Metalpoint, da quanto è stato detto, starebbero ritardando la corresponsione di quattro mensilità, del trattamento di fine rapporto, e la consegna dei libretti di lavoro, necessari per eventuali future occupazioni. Per questa ragione, gli esponenti politico-amministrativi, intervenuti all'assemblea hanno dato la loro disponibilità a costituirsi parte civile contro l'azienda, qualora la manovalanza licenziata sporga una nuova ulteriore denuncia. Intanto, si è chiusa questa estate positivamente la vertenza sindacale aperta tra i diciotto lavoratori della Standa e il gruppo calabrese Espansione Europa che gestisce l’ attività. Il problema della ripartizione delle ore disperse degli impiegati in malattia lunga o in ferie è stata risolta con un incontro tra i vertici e i sindacati dei lavoratori. Il risultato è stato il ritorno all’accordo stipulato tra le due parti nel febbraio scorso.
Maria Beatrice Crisci