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Il Comitato Tecnico del Consorzio delle Aree di Sviluppo Industriale ha dato il via libera alla richiesta
Pubblicato da M. B. Crisci in Aziende • 04/05/2009 13.36.44
Il Comitato Tecnico del Consorzio delle Aree di Sviluppo Industriale ha dato il via libera alla richiesta avanzata dal custode giudiziario dell’area ex 3 M Davide Franco. Dunque un altro piccolo passo in avanti è stato fatto. Ciò significa che la tanto agognata suddivisione dei lotti in base alle necessità delle dodici aziende che hanno sottoscritto l’accordo di programma per la reindustrializzazione di Terra di Lavoro, adesso si può fare. Notizia questa che è stata resa ufficiale dai custodi giudiziari dell’area che hanno incontrato i vertici delle organizzazioni dei lavoratori. Va detto, poi, che gli attuali reggenti della zona industriale che ha una estensione di 340 mila metri quadrati hanno annunciato che, dopo un primo sopralluogo dei tecnici della Unicredit, ci sono buone possibilità che l’accordo per il prestito ponte possa essere ratificato quanto prima. Vero è che su una porzione significativa dell’area grava un’ipoteca giudiziaria: per cui, i custodi dovranno prima saldare questo tipo di debito, e poi potranno risarcire il maltolto alle maestranze di San Marco Evangelista. Da oltre sei mesi, infatti, i lavoratori non ricevano neanche più le retribuzioni della cassa integrazione. “Ma ciò che ci fa ancor più rabbia – dice Aldo Rinasti della Uilcem - è che i vertici della Bioplastic, nonostante i ripetuti solleciti, non si capisce, infatti, quali sono le intenzioni della famiglia Boschi. Al momento, non è possibile dire se anche loro cederanno i propri terreni al consorzio Socratis o se presenteranno nuove iniziative produttive”. Intanto, anche il Consorzio presieduto da Cosimo Del Vecchio respinge gli inviti dei sindacati a sedersi intorno al lavoro. E d’altronde non potrebbe essere altrimenti, visto che gli accordi per la cessione definitiva delle aree di San Marco Evangelista sono ancora tutti da ultimare, anche se il preliminare d’intesa è già pronto, firmato e sottoscritto da circa due mesi a questa parte. Va ricordato che all’area di San Marco Evangelista è interessata la Novamont di Novara, il colosso della chimica “Made in Italy”, che ha annunciato un investimento di 147 milioni di euro per assumere oltre 200 unità. Il dettaglio più interessante riguarda l’estensione dell’area su cui si insedierà quella che si prospetta la più grande bioraffineria operante in tutta Europa. Si va da un minimo di ottantamila metri quadrati ad un massimo di centomila metri quadrati, tutti compresi nell’ambito della ex 3M di San Marco Evangelista. Novamont, inoltre, realizzerà a Caserta una bioraffineria in grado di produrre su vasta scala shopper degradabile con il marchio “mater bi” di cui l’azienda di Novara detiene il brevetto internazionale.
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