I segretari provinciali di Cgil Michele Colamonici, Cisl Carmine Crisci e Uil Antonio Farinari hanno chiesto al commissario straordinario della Provincia
Pubblicato da
Maria Beatrice Crisci in
Sindacato 22/09/2009 15.53.53
I segretari provinciali di Cgil Michele Colamonici, Cisl Carmine Crisci e Uil Antonio Farinari hanno chiesto al commissario straordinario della Provincia, Biagio Giliberti, l’immediata convocazione di un tavolo di confronto, al quale dovrà essere presente anche Confindustria, per affrontare tutta una serie di questioni rimaste in sospeso da tempo. Dalla mobilità all’accordo di programma: l’obiettivo delle organizzazioni sindacali è definire un cronoprogramma di interventi per evitare che Caserta rimanga impantanata vita natural durante nelle melme della crisi economica. Nel documento inviato al prefetto Giliberti i tre sindacalisti sottolineano “l’urgente necessità di riattivare iniziative concrete sull’accordo per lo sviluppo sottoscritto a Roma il primo aprile del 2008”. “Ormai, archiviata quasi del tutto la fase della burocrazia, si dovrebbe entrare nella fase operativa dell’intesa - dice Colamonici, leader provinciale della Cgil - il che significa duecento milioni di euro di investimenti da gestire e aziende da affiancare, come la Novamont che ormai è pronta per insediarsi sul nostro territorio”. Ma al di là dell'accordo di programma, bollono in pentola anche gli accordi di reciprocità che andranno ad aggiornare il Piano Territoriale Regionale. “Ancora un mese di tempo – ricordano - per presentare a Palazzo Santa Lucia una serie di progetti cantierabili in modo tale da intercettare parte dei 500 milioni di euro stanziati”. E poi un ultimo, dolente, tasto: quello della mobilità in Terra di Lavoro. “Nonostante il parere favorevole del commissario Fimmanò per la Prodi Bis, ancora non è dato sapere – sottolineano i sindacalisti - se quando partirà l’amministrazione controllata”. Infine, per le organizzazioni confederali sarebbe il caso di fare il punto anche sullo stato di salute della scuola casertana. “Grazie alla disponibilità finanziaria dell’ente di Corso Trieste è stato possibile salvare circa 220 Ata di prima fascia che in un primo momento erano stati esclusi dalle graduatorie stilate dall’Ufficio provinciale. Ma si tratta – incalzono - di un provvedimento tampone che non elimina il problema alla radice”.
MBC