I vertici della Parmalat hanno finalmente sciolto la riserva e domani la trattativa sul prezzo del latte di alta qualità sarà riavviata
Pubblicato da
M. B. Crsci in
Aziende 04/05/2009 13.34.12
I vertici della Parmalat hanno finalmente sciolto la riserva e domani la trattativa sul prezzo del latte di alta qualità sarà riavviata. In programma, infatti, c’è una riunione presso la Confindustria di Caserta. Nell’occasione i manager della società di Collecchio, assieme alla Coldiretti ed alla Confagricoltura, decideranno il da farsi. “E’ ovvio che per noi non c’è molto da pontificare – sostiene Marcello De Simone, direttore provinciale della Coldiretti – non solo riteniamo irricevibile la proposta di abbassare di altro tre centesimi il prezzo del latte alla stalla, ma crediamo che debbano essere reintrodotta la quota di tre centesimi decurtata agli inizi di gennaio». Insomma, trovare un punto di intesa non sarà facilissimo. Ma il mandato sindacale degli oltre 250 allevatori dell’alto matesino è chiaro: non un passo indietro”. De Simone continua, ancora: “Il rischio reale è che se continua a prevalere la linea aziendale del costo del latte pari a 0,36 o 0,35 centesimi, la stragrande maggioranza delle aziende conferitrici sarà costretta a chiudere i battenti”. Il sistema del latte di alta qualità in Terra di Lavoro, nonché dell’alto casertano, può contare su circa settecento allevamenti attivi, anche se fino a pochi anni fa se ne contavano 900. Aziende che riforniscono ben ventisette caseifici riconosciuti come primi acquirenti della Regione Campania. Ad oggi, nella sola provincia di Caserta, Parmalat, ritira da circa 135 aziende ubicate nei comuni pedemontani. In tutta Italia si contano 450 aziende per una produzione totale di 650mila kilogrammi al giorno di latte. “E’ urgente – si legge in una nota dei sindacati del comparto agroalimentare – che si aprano tavoli quanto più allargati oltre alla costituzione di un osservatorio sul settore per tutta la filiera”.
Mbc